sabato 14 aprile 2012

Il Giappone industrializzato

Ultimamente mi capita di imbattermi in certe frasi che hanno dell'incredibile. Ho sentito diverse critiche sugli usi e i costumi di altri paesi, alcune fondate, altre meno. Certe vertevano su "ma come fanno a mangiare questo!", altre su "sì ma che pervertiti". In genere la mia risposta è "è una cultura differente, per loro siamo strani noi". La cosa raramente mi fa perdere la calma, ci sono quasi abituata, e spesso la mia risposta basta a far riflettere la persona che ho davanti.
Invece, queste opinioni che sento ultimamente, mi spiazzano proprio. Ci si mette pure a sindacare su quanto sia legittimo che il Giappone, che ha una tradizione tanto bella, si industrializzi.
Ora, scusami tanto, ma non è che un Paese deve rimanere immobile perché a te piace pensarlo arretrato. Poi, se ci sono tradizionalisti giapponesi che vorrebbero fermare il progresso, saranno affari loro e avranno le loro ragioni, che di certo non collimano con quelle dell'italiano ignorante che se pensa al Giappone vede solo geisha e samurai e vuole che la sua fantasia sia reale.
Il Giappone non manca di fascino anche così com'è, non c'è bisogno di pretendere che torni all'epoca Heian. Per cosa poi? Perché a noi piace così? Che arroganza.
Non dico che non bisogna criticare i lati di un Paese che non ci piacciono, ma con cognizione di causa.

A parte che pur modernizzandosi, il Giappone non ha cancellato la tradizione. Adesso, cosa dovrebbe fare? Smettere di progredire? Siccome a te piacciono i samurai, allora torniamo tutti all'epoca Edo? Come sopravvive uno Stato, in un mondo modernizzato? Cosa mangia la popolazione, come si riduce? Il Giappone non ha molte terre dal coltivare. Il settore secondario e terziario non sono superflui, sono necessari.
Allora perché non torniamo noi al tempo dei Romani, visto che ai giapponesi piace tanto? Perché non pretendiamo che i greci tornino a mettersi il peplo?
Condanniamo a morte e alla bancarotta una nazione, dai! Così possiamo andare a fare le foto suggestive mentre la gente muore di fame!
A parte che per sopravvivere il Giappone dovrebbe chiudersi nuovamente, quindi col cazzo che ti farebbero entrare con la macchina fotografica...

E per finire, anche questa storia di "i giappi ci kopianoo!!11" ha rotto le palle. Sei uno Stato che si industrializza tardissimo, alla fine dell'Ottocento, è normale che invece di perdere tempo a inventare di sana pianta le tecnologie, le prendi da dove esistono già.
E oggi il Giappone è avanti anni luce in fatto di tecnologia. Ma già, molto meglio continuare a immaginarlo un Paese di pervertiti, dove ci sono geisha e samurai e se hanno per caso qualche roba tecnologica, è copiata da noi.

mercoledì 28 marzo 2012

No.

"Ma è che tu in realtà hai paura di amare!"
No, coglione. Se non sto con te è perché non mi piaci!

mercoledì 14 marzo 2012

Spezziamo una lancia a favore degli stranieri

Come ho tempo fa fatto presente durante una lezione di letteratura giapponese, io sinceramente non riesco a indignarmi come gli altri e ad avere slanci di patriottismo improvviso quando gli stranieri storcono il naso rispetto all'Italia.
Parlo da futuro gaijin che di certo ne dovrà subire di ogni, prima di integrarmi almeno un pochino nel Paese in cui voglio andare a vivere.
Cosa possiamo rimproverare agli stranieri? Prendiamo ad esempio quelli che vengono più spesso da noi per turismo, i tedeschi e i giapponesi. Passano la vita a considerarci il Paese più affascinante del mondo, pieno di monumenti e di archeologia e opere d'arte, e quando finalmente giungono qui, con le loro macchine fotografiche, succede il patatrack.
Vengono derubati. Nella più rosea delle situazioni sono costretti a pagare una bottiglietta d'acqua dieci euro, perché il bar è davanti a un qualche monumento, ma questo almeno vale per tutti, italiani e non. Vogliamo parlare invece di quando vengono raggirati solo perché sono stranieri e un gelato in una sfigatissima gelateria viene poi a costare cento euro?
O vogliamo parlare di quando vengono proprio rapinati? Gli scippi, i furti che poi hai voglia di denunciare, sai benissimo che la merce rubata non la vedrai mai più. In certi posti c'è una certa connivenza...
Io stesso, in metropolitana a Roma, tenevo le mani nelle tasche ben strette sul mio cellulare e il portafogli, e proprio quando stavo per abbassare la guardia, preda di uno stupido senso di colpa (tutto sommato sarò un po' leghisa? Mi dicevo), a mio padre a momenti non fregavano la macchina fotografica. Roba che i buoni sentimenti ti passano in fretta.
Metropolitana, appunto. I turisti che non vengono raggirati e rapinati si ritrovano persi fra uno sciopero e l'altro, bus attesi ore e che "evidentemente oggi non passano", metropolitane decadenti (quando ci sono), taxi abusivi e compagnia cantante.
Come cazzo è possibile che a Roma improvvisamente un bus non passa più, così, a caso?
Ma io ci sono abituato. Certo, mi arrabbio perché una cosa è se un bus non passa nel paesino di 5000 abitanti e al massimo lascia a piedi due studentesse del classico che esultano perché perdono la verifica, un'altra è se non passa un bus a Roma e lascia lì ad attendere un milione di turisti.
Esatto, il sottoscritto ha vissuto anche questo. Come ha vissuto il non trovare un ristorante che non costasse milioni e che avesse un dannato tavolo libero, poi trovarlo finalmente alle nove e mezzo di sera, ed essere servito dal padrone del locale in persona perché i camerieri avevano deciso che non avevano più voglia di lavorare. Poi ci si domanda perché si assumono gli stranieri...
Cosa devo dire io, agli stranieri? "Tranquilli, è tutto normale qui, il mio è un paese squinternato"?
Ma io so già che se mi ritroverò a insegnare italiano in Giappone, dedicherò almeno due lezioni a come si dovranno comportare quando tenteranno di incularli in qualche modo.
Perché tanto accadrà.

lunedì 5 settembre 2011

Internet rovina la società! Ovvero come schierarsi contro l'ultima fonte d'informazione ancora libera

Prendo spunto da un'intelligente (non sono sarcastico... almeno qui!) discussione in un forum riguardo certi personaggi che ultimamente sono spuntati. Credevo che le convinzioni di certi figurini pro regime fossero ormai spernacchiate ampiamente dall'opinione pubblica, ma come sempre mi rivelo un ottimista, una sorta di Pollyanna del socialismo scientifico, con le treccine rosse e il sigaro cubano (in realtà non ho le trecce e non fumo, ma fate conto che sia così). Infatti alcuni personaggi comuni, semplici passanti, casalinghe di Voghera come eminenti teste laureate (più in Scienze dell'Amicizia che in Medicina, però), sembrano ansiosi anzi di farsi influenzare e di ripetere parola per parola i furbissimi (e qui sono sarcastico) discorsi di sedicenti opinionisti e giornalisti per nulla partigiani, con l'aggravante che mentre questi lo fanno per guadagno personale, loro lo fanno solo perché non sono altro che pecore, capre (capre! Capre!), cagnolini scodinzolanti e sbavanti in attesa del bastoncino, maiali che sgrufolano nel fango delle menzogne, gabbiani che svolazzano nelle discariche e adesso direi che la fattoria è completa.
Ovviamente, con chi se la prendono? Con Kommunisti.sov? Con Quello che non ti dicono? Con Informazione Libera? Con Giovani Menti Traviate (come sono arrogante, mi ci metto pure io!)? Certo che no. Questi siti non vengono mai nominati, guai, qualcuno che abbia il pollice opponibile e sappia leggere (quindi non leghista, cit.) potrebbe essere convinto dalle sovversiveh paroleh di questi siti kattivi, meglio prendersela con Feisbuc, il cui coefficiente di bimbiminkia (78%) lo rende ancora poco credibile e di facile appiglio per chi vuole scandalo gratis.

Qual è il furbo metodo di questi mezzi d'informazione corrotti puri e immacolati?
Semplice a dirsi.  Mandano sempre notizie su quanto sia blutto e kattivo feisbuc, dv i gggiovanih hanno inkredibilmente il dirittoh di esprimersi su kose ke nn sn il Grande Fratello!!oneone!
Di questo passo questo paese diventerà democratico e ci sarà libertà di espressione non solo su carta ma anche nei fatti, perché non potranno rintracciare tutti i gggiovanih sovversivi che non sono fedeli al Duce al Cavalier *inchino* Silvio Berlusconi *baciamo le mani, nà!* o chi per lui.
Meno male che ci sono i nostri telegiornali di regime, gli unici NON DI PARTE che ci proteggono dalle verità scomode dai siti internet dannosi per il nostro cervello (è stata rilevata recentemente una grave patologia cerebrale, chiamata "pensiero") rivelandone i pericoli quali gruppi che "lo vogliono mortoh!!11!" e associazioni di bimbi stupidi e fondamentalmente innocui che "odiano gli handicappati!!11!" (<-- non che questa cosa sia in qualche modo onorevole, ma credo che ci siano altre cose più importanti di cui parlare, piuttosto che di gruppi stupidi formati da tre persone e dileggiati dal resto di internet).
E questi figuri, casalinghe di Voghera ecc ecc, sono ansiosi di farsi riempire la bocca di cacca. E poi magari masticarla in faccia a te, disgustandoti con l'afrore pestilenziale di menzogna.
Che fare?
Allungargli una Vivident e dire "sì, sì, certo. Ora, guarda, ti stanno chiamando. Esci. Prendi il 35, scendi alla stazione, entri, vai al binario undici, aspetti il treno per Venezia delle 14.30, e appena lo vedi arrivare, oplà! Fai un salto sulle rotaie, spalanchi le braccia e aspetti che ti venga incontro per stringerti in un caloroso, stritolante abbraccio (di morte)".

venerdì 1 luglio 2011

I famosi crediti in più

Ora, con questo mio post non voglio offendere chi ha approfittato della situazione e si è preso crediti per attività extrascolastiche: ci sono diverse cose ingiuste nel sistema scolastico e non nego che molte persone vittime di ciò siano riusciti a strappare un buon voto grazie a queste attività, però andiamo un attimo a fondo. Prendiamo il principio cardine di questo sistema, non il fatto che abbia aiutato o meno i bisognosi, quanto la sua specifica utilità e il modo con cui è utilizzato.
Personalmente non sono d'accordo nel premiare gli studenti per quello che fanno nel tempo libero. Non me ne frega niente se praticano sport, corsi di pittura o balletto. Al massimo posso concedere che abbia peso su un ragazzino che ha tutto dieci e riesce a mantenere questa media anche se fa sport, la qual cosa è lodevole, ma questo è un caso limite.
Spiegatemi perché uno che a scuola non fa un cazzo ma fa pallavolo nel tempo libero debba avere crediti in più. Non è forse meglio prenderlo da parte e dirgli: o studi o fai pallavolo? Ce la faccio anch'io a non studiare, tanto ho i crediti di tutti i millemila sport che faccio, e va a finire che supero anche quelli che si fanno un culo così. Ma a maggior ragione, se fa pallavolo e va male, altro che lode! Che cazzo, la scuola è la scuola! Finirà come negli USA (Forrest Gump insegna), dove se fai uno sport puoi essere una testa di minchia totale ma ti diplomi a pieni voti.
Oppure, ancora meglio: donare il sangue. Ah, che bel motivo per dare crediti in più. Chi ha fatto questa cazzata deve avere il terrore degli aghi, per credere che chi dona il sangue sia un'anima pia tale da meritarsi riconoscimenti scolastici. No. Ti dico la situazione, amore: dieci studenti che saltano un'intera giornata di lezione e magari pure una verifica, col sorriso furbo sulle labbra, tutto questo in cambio di qualche decilitro di sangue. Questo mentre il prof s'incazza e gli studenti rimasti si sentono "leggermente" presi per il culo, dato che loro SONO a scuola, FANNO la verifica e RINUNCIANO a un credito perché sono ammalati o sottopeso. Pari opportunità, vero? Che bello! Prendiamocela con chi ha problemi fisici, oltre al danno la beffa!
Ma posso anche confermare che dalle mie parti perlomeno vi è un po' di serietà. Sì, è deprecabile la questione di donare il sangue per avere crediti, ma posso anche capire chi fa sport e scuola contemporaneamente, purché ciò non diventi una giustificazione per non studiare, dato che il bello, il merito sta proprio nel fare sport E scuola.
Ma vogliamo andare a monte?
Nel nord per esempio. Da me non è così facile tutto sommato che ti diano un credito per attività extrascolastiche, ma nel nord  è tutt'altra musica. Gente che si prende un trilione di crediti per cazzate meravigliose... partecipi alla riunione degli odontoiatri anonimi? Un credito! Corso di ricamo al rovescio di un'ora? Un credito! Vai un giorno in palestra e mai più? Un credito!
Bellissimo... e poi si lamentano che "nel sud danno un sacco di centoellode anche senza meritooo ;_;" perché invece i vostri sono meritati, eh, stupidi mangiacotolette? State tranquilli, anche noi ce l'abbiamo duro. Il mattone che vi tireremmo in testa, invidiosoni.

giovedì 23 giugno 2011

Pensieri sparsi che diverranno aforismi

Quando c'era la sinistra, i miei genitori, qualsiasi cosa accadesse, dall'aumento delle tasse alla vicina di casa che inciampava sul cane, davano la colpa a Prodi.
Ora che c'è Berlusconi e si trovano in difficoltà a causa dei suoi decreti, si parla di "istituzioni", "sistema", "autorità", tutte creature eteree, mitologiche e soprattutto astratte che aleggiano seminando distruzione.

martedì 19 aprile 2011

Due frasi che vanno tanto di moda

Sono qui oggi, dopo mesi e mesi di assenza, a causa ovviamente della tensione pre-esame di stato, per smontare pezzo per pezzo due frasi che negli ultimi anni vanno molto di moda fra i finti open minded.
Sapete, quelli che sono pieni di pregiudizi fino alla punta dei capelli ma che fanno i tolleranti perché va di moda.
Quelli che si vogliono distanziare dai più rozzi e sinceri machofascionazisti cattotalebani, vogliono avere più stile ma fanno più danni della tempesta.
Queste due frasi, alla differenza della celeberrima "anche fra i negri ci sono persone perbene", iniziano con una negazione. "Non ho nulla contro i gay MA." Una premessa, un mettere le mani avanti, di chi inconsciamente sa benissimo di dire una cazzata razzista e che potrebbe essere riconosciuta come tale.
Spesso tale captatio benevolentiae ottiene quel che vuole, e l'interlocutore spegne il cervello, rimette le armi nel fodero e perde ogni senso critico. Ovviamente in presenza di altri machofascionazisti potrebbe essere omessa, tale formula, dato che sono tutti d'accordo, supportati dal loro alto senso morale e dalla convinzione di dire verità sacrosante dettate dalla ragione, incontrovertibili.
Oggi vi dimostrerò come smontare tali perle di saggezza snocciolate, con aria da opinionisti, da chi non riesce neanche a trovarsi il culo con le mani se qualcuno non dà loro le coordinate per farlo.
"Non ho niente contro i gay ma....
  • Non mi piace quando li vedo per strada e si baciano e si tengono per mano, ma dico io, non m'importa quello che fai in privato sia chiaro, però perché devi ostentare la tua omosessualità? Io ostento la mia eterosessualità?"
Risposta: sì. Sono quasi sicuro che l'hai fatto in passato, e in caso contrario è perché non hai avuto la possibilità, o sei molto pudico. Però sono anche sicuro che non ti solleva tutte queste domande, la vista di una coppia etero. Ora ti chiedo: perché una coppia di etero, spesso di aspetto repellente, può pomiciare sopra un monumento storico con le mani di uno nelle mutande dell'altra, in pieno giorno e in presenza di bymbyny, senza che tu batta ciglio? Perché la vista di due innocenti omosessuali che (solo) si tengono la mano ti solleva invece molte più domande? Devono nascondersi, loro' Devono vergognarsi? Devono fare queste cose di nascosto, come se stessero stuprando qualcuno, come se fossero malati?
Almeno, in questi tempi duri e oscurantisti, loro gridano qualcosa al mondo, coscienti e volenti o meno. Loro gridano la loro libertà, che cosa grida una repellente coppia etero in posizione kamasutra in mezzo alla strada? Che non hanno soldi per andare da qualche parte? Secondo me sono solo esibizionisti, come quelli che vanno in giro per il parco, ti puntano e si aprono il paltò mostrandoti il wurstel.
Ma che lo facciano pure. Le coppie etero, dico. Siamo in un paese libero, e anche se spesso vorrei cavarmi gli occhi non ci vedo nulla di male. Pari diritti però, ok? Non è che appena una coppia di omosessuali si scambia un bacio sulla guancia poi parte la filippica.

  • Non riesco proprio a sopportare le carnevalate come il gay pride e quando si comportano da checche in quel modo ridicolo"
Forse non avete capito che il gay pride non è una cosa fatta così, tanto per stare con le tette al vento o per nuocere al prossimo, come il family day. Il gay pride nasce per scuotere una società immobile in modo pacifico, con manifestazioni in piazza, per dire che non ci si vergogna di nulla, perché non vi è nulla di cui vergognarsi. Un modo per farsi notare, per dire "ci siamo anche noi, anche se lo dimenticate, anche se ci volete nascondere". Una protesta pacifica che se ci fossero i pari diritti neanche avrebbe luogo. Forse noi sentiamo il bisogno di scendere in piazza quando tutto va bene?
Poniamo ora l'accento sul caso "checca". Ora, se a dirlo fosse una persona molto irritata da qualsiasi genere di dimostrazione di frivolezza, che siano le risatine da oca di un uomo o di una donna, potrebbe anche essere una protesta sensata. Anche nel primo caso, quello dell'ostentazione della propria omosessualità: se a dirlo fosse una persona come me, disgustata anche dalle esibizioni delle coppie etero, ci sarebbe qualcosa di coerente.
Il punto è che questa è la frase preferita anche di qualsiasi ragazzino che ha appena finito di tirarsi pugni con gli amici, ridere sonoramente facendo la voce grossa e calciare le pigne per attirare l'attenzione delle femmine. Ora, io penso che ogni persona intelligente convenga con me su un punto preciso: ognuno ha il diritto di condurre il comportamento che più considera adeguato alla propria persona. Che siano atteggiamenti da stupido macho gradasso o risatine frivole. Indubbiamente fanno meno danno le checche che si ripassano lo smalto  piuttosto che i gradassi che fanno le corse con le moto.