"Ohh, ma con queste scosse come posso studiare, ho pauraaaa!"
E bairindi, che non ne avevi voglia manco prima!
giovedì 31 maggio 2012
sabato 14 aprile 2012
Il Giappone industrializzato
Ultimamente mi capita di imbattermi in certe frasi che hanno dell'incredibile. Ho sentito diverse critiche sugli usi e i costumi di altri paesi, alcune fondate, altre meno. Certe vertevano su "ma come fanno a mangiare questo!", altre su "sì ma che pervertiti". In genere la mia risposta è "è una cultura differente, per loro siamo strani noi". La cosa raramente mi fa perdere la calma, ci sono quasi abituata, e spesso la mia risposta basta a far riflettere la persona che ho davanti.
Invece, queste opinioni che sento ultimamente, mi spiazzano proprio. Ci si mette pure a sindacare su quanto sia legittimo che il Giappone, che ha una tradizione tanto bella, si industrializzi.
Ora, scusami tanto, ma non è che un Paese deve rimanere immobile perché a te piace pensarlo arretrato. Poi, se ci sono tradizionalisti giapponesi che vorrebbero fermare il progresso, saranno affari loro e avranno le loro ragioni, che di certo non collimano con quelle dell'italiano ignorante che se pensa al Giappone vede solo geisha e samurai e vuole che la sua fantasia sia reale.
Il Giappone non manca di fascino anche così com'è, non c'è bisogno di pretendere che torni all'epoca Heian. Per cosa poi? Perché a noi piace così? Che arroganza.
Non dico che non bisogna criticare i lati di un Paese che non ci piacciono, ma con cognizione di causa.
A parte che pur modernizzandosi, il Giappone non ha cancellato la tradizione. Adesso, cosa dovrebbe fare? Smettere di progredire? Siccome a te piacciono i samurai, allora torniamo tutti all'epoca Edo? Come sopravvive uno Stato, in un mondo modernizzato? Cosa mangia la popolazione, come si riduce? Il Giappone non ha molte terre dal coltivare. Il settore secondario e terziario non sono superflui, sono necessari.
Allora perché non torniamo noi al tempo dei Romani, visto che ai giapponesi piace tanto? Perché non pretendiamo che i greci tornino a mettersi il peplo?
Condanniamo a morte e alla bancarotta una nazione, dai! Così possiamo andare a fare le foto suggestive mentre la gente muore di fame!
A parte che per sopravvivere il Giappone dovrebbe chiudersi nuovamente, quindi col cazzo che ti farebbero entrare con la macchina fotografica...
E per finire, anche questa storia di "i giappi ci kopianoo!!11" ha rotto le palle. Sei uno Stato che si industrializza tardissimo, alla fine dell'Ottocento, è normale che invece di perdere tempo a inventare di sana pianta le tecnologie, le prendi da dove esistono già.
E oggi il Giappone è avanti anni luce in fatto di tecnologia. Ma già, molto meglio continuare a immaginarlo un Paese di pervertiti, dove ci sono geisha e samurai e se hanno per caso qualche roba tecnologica, è copiata da noi.
Invece, queste opinioni che sento ultimamente, mi spiazzano proprio. Ci si mette pure a sindacare su quanto sia legittimo che il Giappone, che ha una tradizione tanto bella, si industrializzi.
Ora, scusami tanto, ma non è che un Paese deve rimanere immobile perché a te piace pensarlo arretrato. Poi, se ci sono tradizionalisti giapponesi che vorrebbero fermare il progresso, saranno affari loro e avranno le loro ragioni, che di certo non collimano con quelle dell'italiano ignorante che se pensa al Giappone vede solo geisha e samurai e vuole che la sua fantasia sia reale.
Il Giappone non manca di fascino anche così com'è, non c'è bisogno di pretendere che torni all'epoca Heian. Per cosa poi? Perché a noi piace così? Che arroganza.
Non dico che non bisogna criticare i lati di un Paese che non ci piacciono, ma con cognizione di causa.
A parte che pur modernizzandosi, il Giappone non ha cancellato la tradizione. Adesso, cosa dovrebbe fare? Smettere di progredire? Siccome a te piacciono i samurai, allora torniamo tutti all'epoca Edo? Come sopravvive uno Stato, in un mondo modernizzato? Cosa mangia la popolazione, come si riduce? Il Giappone non ha molte terre dal coltivare. Il settore secondario e terziario non sono superflui, sono necessari.
Allora perché non torniamo noi al tempo dei Romani, visto che ai giapponesi piace tanto? Perché non pretendiamo che i greci tornino a mettersi il peplo?
Condanniamo a morte e alla bancarotta una nazione, dai! Così possiamo andare a fare le foto suggestive mentre la gente muore di fame!
A parte che per sopravvivere il Giappone dovrebbe chiudersi nuovamente, quindi col cazzo che ti farebbero entrare con la macchina fotografica...
E per finire, anche questa storia di "i giappi ci kopianoo!!11" ha rotto le palle. Sei uno Stato che si industrializza tardissimo, alla fine dell'Ottocento, è normale che invece di perdere tempo a inventare di sana pianta le tecnologie, le prendi da dove esistono già.
E oggi il Giappone è avanti anni luce in fatto di tecnologia. Ma già, molto meglio continuare a immaginarlo un Paese di pervertiti, dove ci sono geisha e samurai e se hanno per caso qualche roba tecnologica, è copiata da noi.
mercoledì 28 marzo 2012
No.
"Ma è che tu in realtà hai paura di amare!"
No, coglione. Se non sto con te è perché non mi piaci!
No, coglione. Se non sto con te è perché non mi piaci!
mercoledì 14 marzo 2012
Spezziamo una lancia a favore degli stranieri
Come ho tempo fa fatto presente durante una lezione di letteratura giapponese, io sinceramente non riesco a indignarmi come gli altri e ad avere slanci di patriottismo improvviso quando gli stranieri storcono il naso rispetto all'Italia.
Parlo da futuro gaijin che di certo ne dovrà subire di ogni, prima di integrarmi almeno un pochino nel Paese in cui voglio andare a vivere.
Cosa possiamo rimproverare agli stranieri? Prendiamo ad esempio quelli che vengono più spesso da noi per turismo, i tedeschi e i giapponesi. Passano la vita a considerarci il Paese più affascinante del mondo, pieno di monumenti e di archeologia e opere d'arte, e quando finalmente giungono qui, con le loro macchine fotografiche, succede il patatrack.
Vengono derubati. Nella più rosea delle situazioni sono costretti a pagare una bottiglietta d'acqua dieci euro, perché il bar è davanti a un qualche monumento, ma questo almeno vale per tutti, italiani e non. Vogliamo parlare invece di quando vengono raggirati solo perché sono stranieri e un gelato in una sfigatissima gelateria viene poi a costare cento euro?
O vogliamo parlare di quando vengono proprio rapinati? Gli scippi, i furti che poi hai voglia di denunciare, sai benissimo che la merce rubata non la vedrai mai più. In certi posti c'è una certa connivenza...
Io stesso, in metropolitana a Roma, tenevo le mani nelle tasche ben strette sul mio cellulare e il portafogli, e proprio quando stavo per abbassare la guardia, preda di uno stupido senso di colpa (tutto sommato sarò un po' leghisa? Mi dicevo), a mio padre a momenti non fregavano la macchina fotografica. Roba che i buoni sentimenti ti passano in fretta.
Metropolitana, appunto. I turisti che non vengono raggirati e rapinati si ritrovano persi fra uno sciopero e l'altro, bus attesi ore e che "evidentemente oggi non passano", metropolitane decadenti (quando ci sono), taxi abusivi e compagnia cantante.
Come cazzo è possibile che a Roma improvvisamente un bus non passa più, così, a caso?
Ma io ci sono abituato. Certo, mi arrabbio perché una cosa è se un bus non passa nel paesino di 5000 abitanti e al massimo lascia a piedi due studentesse del classico che esultano perché perdono la verifica, un'altra è se non passa un bus a Roma e lascia lì ad attendere un milione di turisti.
Esatto, il sottoscritto ha vissuto anche questo. Come ha vissuto il non trovare un ristorante che non costasse milioni e che avesse un dannato tavolo libero, poi trovarlo finalmente alle nove e mezzo di sera, ed essere servito dal padrone del locale in persona perché i camerieri avevano deciso che non avevano più voglia di lavorare. Poi ci si domanda perché si assumono gli stranieri...
Cosa devo dire io, agli stranieri? "Tranquilli, è tutto normale qui, il mio è un paese squinternato"?
Ma io so già che se mi ritroverò a insegnare italiano in Giappone, dedicherò almeno due lezioni a come si dovranno comportare quando tenteranno di incularli in qualche modo.
Perché tanto accadrà.
Parlo da futuro gaijin che di certo ne dovrà subire di ogni, prima di integrarmi almeno un pochino nel Paese in cui voglio andare a vivere.
Cosa possiamo rimproverare agli stranieri? Prendiamo ad esempio quelli che vengono più spesso da noi per turismo, i tedeschi e i giapponesi. Passano la vita a considerarci il Paese più affascinante del mondo, pieno di monumenti e di archeologia e opere d'arte, e quando finalmente giungono qui, con le loro macchine fotografiche, succede il patatrack.
Vengono derubati. Nella più rosea delle situazioni sono costretti a pagare una bottiglietta d'acqua dieci euro, perché il bar è davanti a un qualche monumento, ma questo almeno vale per tutti, italiani e non. Vogliamo parlare invece di quando vengono raggirati solo perché sono stranieri e un gelato in una sfigatissima gelateria viene poi a costare cento euro?
O vogliamo parlare di quando vengono proprio rapinati? Gli scippi, i furti che poi hai voglia di denunciare, sai benissimo che la merce rubata non la vedrai mai più. In certi posti c'è una certa connivenza...
Io stesso, in metropolitana a Roma, tenevo le mani nelle tasche ben strette sul mio cellulare e il portafogli, e proprio quando stavo per abbassare la guardia, preda di uno stupido senso di colpa (tutto sommato sarò un po' leghisa? Mi dicevo), a mio padre a momenti non fregavano la macchina fotografica. Roba che i buoni sentimenti ti passano in fretta.
Metropolitana, appunto. I turisti che non vengono raggirati e rapinati si ritrovano persi fra uno sciopero e l'altro, bus attesi ore e che "evidentemente oggi non passano", metropolitane decadenti (quando ci sono), taxi abusivi e compagnia cantante.
Come cazzo è possibile che a Roma improvvisamente un bus non passa più, così, a caso?
Ma io ci sono abituato. Certo, mi arrabbio perché una cosa è se un bus non passa nel paesino di 5000 abitanti e al massimo lascia a piedi due studentesse del classico che esultano perché perdono la verifica, un'altra è se non passa un bus a Roma e lascia lì ad attendere un milione di turisti.
Esatto, il sottoscritto ha vissuto anche questo. Come ha vissuto il non trovare un ristorante che non costasse milioni e che avesse un dannato tavolo libero, poi trovarlo finalmente alle nove e mezzo di sera, ed essere servito dal padrone del locale in persona perché i camerieri avevano deciso che non avevano più voglia di lavorare. Poi ci si domanda perché si assumono gli stranieri...
Cosa devo dire io, agli stranieri? "Tranquilli, è tutto normale qui, il mio è un paese squinternato"?
Ma io so già che se mi ritroverò a insegnare italiano in Giappone, dedicherò almeno due lezioni a come si dovranno comportare quando tenteranno di incularli in qualche modo.
Perché tanto accadrà.
lunedì 5 settembre 2011
Internet rovina la società! Ovvero come schierarsi contro l'ultima fonte d'informazione ancora libera
Prendo spunto da un'intelligente (non sono sarcastico... almeno qui!) discussione in un forum riguardo certi personaggi che ultimamente sono spuntati. Credevo che le convinzioni di certi figurini pro regime fossero ormai spernacchiate ampiamente dall'opinione pubblica, ma come sempre mi rivelo un ottimista, una sorta di Pollyanna del socialismo scientifico, con le treccine rosse e il sigaro cubano (in realtà non ho le trecce e non fumo, ma fate conto che sia così). Infatti alcuni personaggi comuni, semplici passanti, casalinghe di Voghera come eminenti teste laureate (più in Scienze dell'Amicizia che in Medicina, però), sembrano ansiosi anzi di farsi influenzare e di ripetere parola per parola i furbissimi (e qui sono sarcastico) discorsi di sedicenti opinionisti e giornalisti per nulla partigiani, con l'aggravante che mentre questi lo fanno per guadagno personale, loro lo fanno solo perché non sono altro che pecore, capre (capre! Capre!), cagnolini scodinzolanti e sbavanti in attesa del bastoncino, maiali che sgrufolano nel fango delle menzogne, gabbiani che svolazzano nelle discariche e adesso direi che la fattoria è completa.
Ovviamente, con chi se la prendono? Con Kommunisti.sov? Con Quello che non ti dicono? Con Informazione Libera? Con Giovani Menti Traviate (come sono arrogante, mi ci metto pure io!)? Certo che no. Questi siti non vengono mai nominati, guai, qualcuno che abbia il pollice opponibile e sappia leggere (quindi non leghista, cit.) potrebbe essere convinto dalle sovversiveh paroleh di questi siti kattivi, meglio prendersela con Feisbuc, il cui coefficiente di bimbiminkia (78%) lo rende ancora poco credibile e di facile appiglio per chi vuole scandalo gratis.
Qual è il furbo metodo di questi mezzi d'informazionecorrotti puri e immacolati?
Semplice a dirsi. Mandano sempre notizie su quanto sia blutto e kattivo feisbuc, dv i gggiovanih hanno inkredibilmente il dirittoh di esprimersi su kose ke nn sn il Grande Fratello!!oneone!
Di questo passo questo paese diventerà democratico e ci sarà libertà di espressione non solo su carta ma anche nei fatti, perché non potranno rintracciare tutti i gggiovanih sovversivi che non sono fedeli alDuce al Cavalier *inchino* Silvio Berlusconi *baciamo le mani, nà!* o chi per lui.
Meno male che ci sono i nostri telegiornalidi regime, gli unici NON DI PARTE che ci proteggono dalle verità scomode dai siti internet dannosi per il nostro cervello (è stata rilevata recentemente una grave patologia cerebrale, chiamata "pensiero") rivelandone i pericoli quali gruppi che "lo vogliono mortoh!!11!" e associazioni di bimbi stupidi e fondamentalmente innocui che "odiano gli handicappati!!11!" (<-- non che questa cosa sia in qualche modo onorevole, ma credo che ci siano altre cose più importanti di cui parlare, piuttosto che di gruppi stupidi formati da tre persone e dileggiati dal resto di internet).
E questi figuri, casalinghe di Voghera ecc ecc, sono ansiosi di farsi riempire la bocca di cacca. E poi magari masticarla in faccia a te, disgustandoti con l'afrore pestilenziale di menzogna.
Che fare?
Allungargli una Vivident e dire "sì, sì, certo. Ora, guarda, ti stanno chiamando. Esci. Prendi il 35, scendi alla stazione, entri, vai al binario undici, aspetti il treno per Venezia delle 14.30, e appena lo vedi arrivare, oplà! Fai un salto sulle rotaie, spalanchi le braccia e aspetti che ti venga incontro per stringerti in un caloroso, stritolante abbraccio (di morte)".
Ovviamente, con chi se la prendono? Con Kommunisti.sov? Con Quello che non ti dicono? Con Informazione Libera? Con Giovani Menti Traviate (come sono arrogante, mi ci metto pure io!)? Certo che no. Questi siti non vengono mai nominati, guai, qualcuno che abbia il pollice opponibile e sappia leggere (quindi non leghista, cit.) potrebbe essere convinto dalle sovversiveh paroleh di questi siti kattivi, meglio prendersela con Feisbuc, il cui coefficiente di bimbiminkia (78%) lo rende ancora poco credibile e di facile appiglio per chi vuole scandalo gratis.
Qual è il furbo metodo di questi mezzi d'informazione
Semplice a dirsi. Mandano sempre notizie su quanto sia blutto e kattivo feisbuc, dv i gggiovanih hanno inkredibilmente il dirittoh di esprimersi su kose ke nn sn il Grande Fratello!!oneone!
Di questo passo questo paese diventerà democratico e ci sarà libertà di espressione non solo su carta ma anche nei fatti, perché non potranno rintracciare tutti i gggiovanih sovversivi che non sono fedeli al
Meno male che ci sono i nostri telegiornali
E questi figuri, casalinghe di Voghera ecc ecc, sono ansiosi di farsi riempire la bocca di cacca. E poi magari masticarla in faccia a te, disgustandoti con l'afrore pestilenziale di menzogna.
Che fare?
Allungargli una Vivident e dire "sì, sì, certo. Ora, guarda, ti stanno chiamando. Esci. Prendi il 35, scendi alla stazione, entri, vai al binario undici, aspetti il treno per Venezia delle 14.30, e appena lo vedi arrivare, oplà! Fai un salto sulle rotaie, spalanchi le braccia e aspetti che ti venga incontro per stringerti in un caloroso, stritolante abbraccio (di morte)".
venerdì 1 luglio 2011
I famosi crediti in più
Ora, con questo mio post non voglio offendere chi ha approfittato della situazione e si è preso crediti per attività extrascolastiche: ci sono diverse cose ingiuste nel sistema scolastico e non nego che molte persone vittime di ciò siano riusciti a strappare un buon voto grazie a queste attività, però andiamo un attimo a fondo. Prendiamo il principio cardine di questo sistema, non il fatto che abbia aiutato o meno i bisognosi, quanto la sua specifica utilità e il modo con cui è utilizzato.
Personalmente non sono d'accordo nel premiare gli studenti per quello che fanno nel tempo libero. Non me ne frega niente se praticano sport, corsi di pittura o balletto. Al massimo posso concedere che abbia peso su un ragazzino che ha tutto dieci e riesce a mantenere questa media anche se fa sport, la qual cosa è lodevole, ma questo è un caso limite.
Spiegatemi perché uno che a scuola non fa un cazzo ma fa pallavolo nel tempo libero debba avere crediti in più. Non è forse meglio prenderlo da parte e dirgli: o studi o fai pallavolo? Ce la faccio anch'io a non studiare, tanto ho i crediti di tutti i millemila sport che faccio, e va a finire che supero anche quelli che si fanno un culo così. Ma a maggior ragione, se fa pallavolo e va male, altro che lode! Che cazzo, la scuola è la scuola! Finirà come negli USA (Forrest Gump insegna), dove se fai uno sport puoi essere una testa di minchia totale ma ti diplomi a pieni voti.
Oppure, ancora meglio: donare il sangue. Ah, che bel motivo per dare crediti in più. Chi ha fatto questa cazzata deve avere il terrore degli aghi, per credere che chi dona il sangue sia un'anima pia tale da meritarsi riconoscimenti scolastici. No. Ti dico la situazione, amore: dieci studenti che saltano un'intera giornata di lezione e magari pure una verifica, col sorriso furbo sulle labbra, tutto questo in cambio di qualche decilitro di sangue. Questo mentre il prof s'incazza e gli studenti rimasti si sentono "leggermente" presi per il culo, dato che loro SONO a scuola, FANNO la verifica e RINUNCIANO a un credito perché sono ammalati o sottopeso. Pari opportunità, vero? Che bello! Prendiamocela con chi ha problemi fisici, oltre al danno la beffa!
Ma posso anche confermare che dalle mie parti perlomeno vi è un po' di serietà. Sì, è deprecabile la questione di donare il sangue per avere crediti, ma posso anche capire chi fa sport e scuola contemporaneamente, purché ciò non diventi una giustificazione per non studiare, dato che il bello, il merito sta proprio nel fare sport E scuola.
Ma vogliamo andare a monte?
Nel nord per esempio. Da me non è così facile tutto sommato che ti diano un credito per attività extrascolastiche, ma nel nord è tutt'altra musica. Gente che si prende un trilione di crediti per cazzate meravigliose... partecipi alla riunione degli odontoiatri anonimi? Un credito! Corso di ricamo al rovescio di un'ora? Un credito! Vai un giorno in palestra e mai più? Un credito!
Bellissimo... e poi si lamentano che "nel sud danno un sacco di centoellode anche senza meritooo ;_;" perché invece i vostri sono meritati, eh, stupidi mangiacotolette? State tranquilli, anche noi ce l'abbiamo duro. Il mattone che vi tireremmo in testa, invidiosoni.
Personalmente non sono d'accordo nel premiare gli studenti per quello che fanno nel tempo libero. Non me ne frega niente se praticano sport, corsi di pittura o balletto. Al massimo posso concedere che abbia peso su un ragazzino che ha tutto dieci e riesce a mantenere questa media anche se fa sport, la qual cosa è lodevole, ma questo è un caso limite.
Spiegatemi perché uno che a scuola non fa un cazzo ma fa pallavolo nel tempo libero debba avere crediti in più. Non è forse meglio prenderlo da parte e dirgli: o studi o fai pallavolo? Ce la faccio anch'io a non studiare, tanto ho i crediti di tutti i millemila sport che faccio, e va a finire che supero anche quelli che si fanno un culo così. Ma a maggior ragione, se fa pallavolo e va male, altro che lode! Che cazzo, la scuola è la scuola! Finirà come negli USA (Forrest Gump insegna), dove se fai uno sport puoi essere una testa di minchia totale ma ti diplomi a pieni voti.
Oppure, ancora meglio: donare il sangue. Ah, che bel motivo per dare crediti in più. Chi ha fatto questa cazzata deve avere il terrore degli aghi, per credere che chi dona il sangue sia un'anima pia tale da meritarsi riconoscimenti scolastici. No. Ti dico la situazione, amore: dieci studenti che saltano un'intera giornata di lezione e magari pure una verifica, col sorriso furbo sulle labbra, tutto questo in cambio di qualche decilitro di sangue. Questo mentre il prof s'incazza e gli studenti rimasti si sentono "leggermente" presi per il culo, dato che loro SONO a scuola, FANNO la verifica e RINUNCIANO a un credito perché sono ammalati o sottopeso. Pari opportunità, vero? Che bello! Prendiamocela con chi ha problemi fisici, oltre al danno la beffa!
Ma posso anche confermare che dalle mie parti perlomeno vi è un po' di serietà. Sì, è deprecabile la questione di donare il sangue per avere crediti, ma posso anche capire chi fa sport e scuola contemporaneamente, purché ciò non diventi una giustificazione per non studiare, dato che il bello, il merito sta proprio nel fare sport E scuola.
Ma vogliamo andare a monte?
Nel nord per esempio. Da me non è così facile tutto sommato che ti diano un credito per attività extrascolastiche, ma nel nord è tutt'altra musica. Gente che si prende un trilione di crediti per cazzate meravigliose... partecipi alla riunione degli odontoiatri anonimi? Un credito! Corso di ricamo al rovescio di un'ora? Un credito! Vai un giorno in palestra e mai più? Un credito!
Bellissimo... e poi si lamentano che "nel sud danno un sacco di centoellode anche senza meritooo ;_;" perché invece i vostri sono meritati, eh, stupidi mangiacotolette? State tranquilli, anche noi ce l'abbiamo duro. Il mattone che vi tireremmo in testa, invidiosoni.
giovedì 23 giugno 2011
Pensieri sparsi che diverranno aforismi
Quando c'era la sinistra, i miei genitori, qualsiasi cosa accadesse, dall'aumento delle tasse alla vicina di casa che inciampava sul cane, davano la colpa a Prodi.
Ora che c'è Berlusconi e si trovano in difficoltà a causa dei suoi decreti, si parla di "istituzioni", "sistema", "autorità", tutte creature eteree, mitologiche e soprattutto astratte che aleggiano seminando distruzione.
Ora che c'è Berlusconi e si trovano in difficoltà a causa dei suoi decreti, si parla di "istituzioni", "sistema", "autorità", tutte creature eteree, mitologiche e soprattutto astratte che aleggiano seminando distruzione.
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